SpaErco: un percorso sensoriale alle Terme Centrali del Parco Archeologico di Ercolano

SpaErco Parco Archeologico Ercolano

In occasione della Festa dell'8 marzo, tradizionalmente dedicata alle donne, il Parco Archeologico di Ercolano ha organizzato un percorso sensoriale nella sezione femminile delle Terme Centrali, denominato SpaErco.

Le antiche Terme romane sono infatti assimilabili alle nostre moderne Spa (nome che deriva dall'omonima cittadina belga nota fin dal XVI secolo per le sue sorgenti minerali e divenuta per antonomasia sinonimo di termalismo): di origine greca, le terme romane divennero veri e propri luoghi di ritrovo e centri di intrattenimento (si pensi alle cd Terme imperiali, con le biblioteche, le palestre, etc.), unendo il bisogno igienico-sanitario al diletto.

Abbiamo voluto suggerire ai visitatori l’atmosfera che respirava una donna di Herculaneum quando si recava alle terme – dichiara il Direttore Francesco Sirano – curando la propria igiene personale e vivendo esperienze non lontane da quelle che le donne moderne ritrovano nelle attuali Spa, ecco perché SpaErco.

Gli ambienti sono stati decorati riproducendo l'antico uso di svestirsi nei cd apodyteria (gli antichi spogliatoi), dove i vestiti venivano lasciati negli appositi spazi, tipicamente mensole o armadietti appesi ai muri. Dei diffusori audio simulano lo scorrere dell'acqua, che riempiva la piscina del calidarium (la sala calda), mentre migliaia di petali di rosa inebriano gli ambienti con il loro profumo, generando con la luce del sole un delicatissimo pink ambient.

Il percorso, come detto inaugurato l'8 marzo, rimarrà purtroppo visibile soltanto per pochi giorni, in attesa di tornare per future occasioni.

Visita la pagina dell'evento: SpaErco per la Festa della Donna al Parco Archeologico di Ercolano. Percorso sensoriale alle Terme Centrali

SpaErco: reperti 3D alle Terme femminili di Ercolano

Le riproduzioni 3D degli antichi reperti femminili legati alla cura del corpo

Una vera novità nel panorama italiano per questo tipo di eventi è stata la volontà del Parco di offrire ai visitatori la possibilità di entrare in contatto con ambienti che proponessero anche gli oggetti che le antiche donne usavano per la cura del corpo: balsamari, pettini, pinzette, specchi, lucerne, spilloni, strigili, piattini per i trucchi. Questo è stato possibile grazie alla stampa 3D in gesso, che ha permesso, a fronte di un'accuratissima ricostruzione tridimensionale dei reperti archeologici, una loro riproduzione fedele nelle dimensioni e nei colori. Sono stati documentati e riprodotti oltre 20 oggetti che facevano parte della vita quotidiana di ogni donna romana che ha frequentato questi ambienti fino al funesto evento del 79 d.C. Molte di voi potranno notare che, sebbene con diverse forme e colori, l'armamentario femminile è rimasto quasi identico, nonostante siano passati quasi 2000 anni.

Nella fotografia soprastante, un particolare dell'allestimento SpaErco, con un spillone in osso con manina, un balsamario ornitomorfo in vetro e un piatto in ceramica.

La riproduzione dei reperti è stata curata dalla nostra società, che ha proceduto alla documentazione archeologica di tutti i reperti scelti, unendo al disegno archeologico una documentazione fotografica con strumentazione professionale (nello specifico: Canon EOS 5D Mark II e Canon EOS 24-70mm f2.8/L USM): tutti gli scatti sono stati effettuati in RAW e trattati nella cosiddetta modalità "gestione colore" (ovvero la "color management"). Dalle fotografie sono state ottenute le texture che, opportunamente trattate e "unwrappate" sui modelli 3D, permettono ai modelli di prendere vita. Naturalmente la gestione colore richiede monitor calibrati in grado di visualizzare un elevato numero di colori, pertanto sui monitor dei vostri PC o sugli smartphone la resa fotografica potrebbe apparire differente rispetto alla fotografia reale.

I disegni, lucidati in ambiente CAD, sono stati la base per la modellazione 3D propedeutica alla stampa, effettuata con la 3DS ProJet CJP 660Pro, strumento in grado di garantire una fedeltà colore elevata grazie alla quadricromia CYMK a 16 milioni di colori.

Di seguito la pipeline del processo: foto, modellazione 3D, texturing e resa finale. In fondo all'articolo è possibile visualizzare il modello 3D grazie alla nota piattaforma Sketchfab: sarà sufficiente far partire l'animazione per poter ruotare liberamente il modello.

UAV Meteo: oggi posso volare con il mio drone?
DJI Mavic Air: perché comprarlo e dove acquistarlo

Da qualche giorno è attivo il nostro nuovo canale Telegram dal titolo “Topografia podcast”: è il canale collegato al podcast che stiamo per lanciare, un canale che parlerà di Topografia, rilievi,. leggi tutto…


Continue Reading